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I miei anni '90

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Gli anni d'oro del Grande Real, gli anni di Happy Days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino, sempre in due. (883)

Qualche giorno fa è comparso sulla blogosfera un meme: Miki Moz invitava i blogger a elencare i loro ricordi relativi agli anni ’80. Avrei voluto partecipare anch’io, ma tutti i prodotti culturali che mi venivano in mente risalivano al decennio successivo. Ho quindi chiesto all’ideatore il permesso di modificare la sua iniziativa, e lui, dopo un doveroso “argh!”, me l’ha accordato. La struttura dell’articolo rimane la stessa: manterrò quasi tutte le categorie da lui proposte e nominerò cinque persone per proseguire il gioco.
Sono nata a Sanremo, il 19 ottobre 1981. Gli anni ‘90 mi hanno visto passare dalle elementari alla maggiore età. È stato un periodo storico fondamentale per la mia esistenza e per la mia formazione, quindi è scontato che ricordarlo susciti un po’ di nostalgia. E anche un certo imbarazzo: alcuni dei miei consumi …

Tutti i colori del cliché letterario e cinematografico

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Il pubblico di oggi è drogato di banalità. (Dario Fo)
CLICHÈ ROSA
Colpo di fulmine Lui è fermo al semaforo, lei attraversa sulle strisce e… voilà! This is love! Okay, ragazzi: per chi crede nelle filosofie orientali, esiste il riconoscimento karmico. Dubito però che le “Liale” di noialtri, quando scrivono, pensino alle energie dell’universo.
Ti odio ma ti amo ma ti odio ma ti amo ma ti odio L’alternativa al colpo di fulmine è l’amore che nasce da una profonda antipatia: verso il collega arrivista che trascorre la pausa pranzo in palestra ed è sempre circondato da zoccole in tacco dodici, il tagliatore di teste mandato in azienda per fare pulizia etnica, l’avvocato dell’ex marito in una causa di divorzio, eccetera. Il triangolo, no! Ribadisco: no, no, no, no, e no! Non ho altro da aggiungere.
Segreto atroce che viene fuori poco prima che il personaggio coinvolto dica la verità Lui (o lei, ma per comodità uso il maschile) custodisce una verità inconfessabile che rischierebbe di mandare a ramengo la …

Lo scrittore innamorato del mondo

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Ciò che il grande scrittore ci trasmette non sono le sue parole, ma il respiro nel momento dell’ispirazione. (Natalie Goldberg)
Oggi voglio introdurre il post con un brano tratto dal manuale “Scrivere Zen” di Natalie Goldberg:
“Il nostro scopo”, dice Katagiri Roshi, “è quello di essere premurosi e gentili verso tutti gli esseri senzienti, ogni istante e per sempre”. Questo non significa mettere su carta una bella poesia e sputare sulla nostra esistenza, maledire la macchina che non parte e tagliare la strada agli altri automobilisti. Significa prendere la poesia dalla scrivania e portarsela dietro anche in cucina. Ecco come noi scrittori possiamo sopravvivere in quanto tali, per quanto irrisorio sia il nostro contributo all’economia nazionale, e per quanto scarso sia il riconoscimento che ci viene dato. Noi non scriviamo per soldi o per il riconoscimento, anche se indubbiamente sarebbe una gran bella cosa. Il nostro segreto più profondo è che scriviamo perché amiamo il mondo. E perché all…

#imieiprimipensieri - Compressione

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Quando un’alba o un tramonto non ci danno più emozioni, significa che l’anima è malata.
(Roberto Gervaso)

Per saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, clicca qui
Scrittura libera – tempo previsto 20 minuti
Questo è il secondo flusso di coscienza al quale mi abbandono nel giro di pochi giorni. Siccome io stessa ho difficoltà a comprendere la mia urgenza comunicativa, non pretendo che lo facciate voi. Solo una cosa vi chiedo: non guardatemi come se fossi il prodigio della libertà espressiva. I “ma come fai a scrivere di getto, senza aver paura dell’opinione altrui?” mi lusingano ma non sono veritieri, perché io un po’ di timore ce l’ho. Scrivere senza revisionare non è facile, quando vuoi essere professionale. E non lo è nemmeno mettersi a nudo davanti a persone che non ti conoscono, e che non sempre comprendono. Forse prima o poi smetterò, ma in questa fase della vita lo ritengo importante per ritrovare contatto con quella parte di me che ho negato per anni, e che ora mi p…

Anatomia del blogger insicuro

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“Se solo avesse saputo…” (dal film "Vero come la finzione", Marc Forster, 2006)
La frase di apertura del post, in una scena del film "Vero come la finzione", fa comprendere a un esperto di letteratura che l’autrice del romanzo da lui analizzato, al momento della stesura, ha ancora dei dubbi su come sviluppare la trama.  “Usa il congiuntivo passato perché nemmeno lei sa cosa accade!”, urla Dustin Hoffman, rivelando una verità di cui tutti gli amanti dei libri dovrebbero far tesoro: il mondo interiore di uno scrittore filtra attraverso il significato letterale delle parole e arriva a chiunque abbia la sensibilità per coglierlo.

#imieiprimipensieri - Proud to be choosy

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L'unico modo per fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. (Steve Jobs)
I miei primi pensieri. Tempo previsto: tutto quello che mi serve per esaurire una riflessione che, come tutti i post della serie, pubblicherò senza riletture o revisioni.   
Oggi è il primo maggio ma per me non ci sono grigliate e cortei, solo sinusite, mal di gola, antibiotici e orari dell’INPS da rispettare. Meglio così: non mi sono mai piaciuti i contentini che il sistema cerca di darci per chiuderci la bocca. In fondo, cosa si festeggia oggi? Il lavoro, oppure la schiavitù? L’autonomia di chi vuol tracciare da solo il proprio percorso o il silenzio di chi continua a ingurgitare bocconi amari senza reagire?

Guest post - Lirica e narrativa: quale forma di espressione?

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La poesia è un'eco che chiede all'ombra di ballare. (Carl Sandburg)
Dopo il successo del post “Lo scrittore del profondo”, torna su queste pagine Silvana Amadeo, con un confronto tra due differenti forme espressive: la poesia – un tempo dominante nel panorama letterario ma oggi in secondo piano – e il romanzo. La sua sintetica analisi mette in evidenza delle differenze che possono apparire scontate ma non lo sono, e mi ha portato a domandarmi: è ancora possibile, con tutti i cambiamenti avvenuti nel contesto socio-culturale, raccontare una storia in poesia come avveniva un tempo con i grandi poemi epici? I cantautori spesso lo fanno, seppur in scala ridotta rispetto alle grande opere che abbiamo studiato a scuola. Ma gli scrittori, forse, sono stati fagocitati dalle regole, intrappolati dentro modelli predefiniti, così da non riuscire più a sperimentare formule ibride. Voi cosa ne pensate?
C’era un tempo in cui regnava la poesia: il suo suono e il suo canto. Le grandi opere erano …

19 aprile 2016 - 19 aprile 2017 - Cento di questi Jolly

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Tutto ciò che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile. (Philip Roth)

(Qui, tutti gli altri post dedicati al Jolly)

Dopo aver abbozzato due articoli poco convincenti e aver inveito per il mio eccesso di autocritica, le memories di Facebook mi hanno segnalato una ricorrenza che non può passare inosservata: martedì 19 aprile 2016 pubblicai il post La volontà di essere un Jolly. Fu così che un cambiamento profondo, già attivo da tempo a livello inconscio, si concretizzò sul blog per poi espandersi a macchia d’olio in ogni settore della mia vita.