#imieiprimipensieri - sui vostri primi pensieri



La vera comprensione è quella che va al di là della ragione 
e che si fonda sull'istinto, sul cuore. 
Tiziano Terzani

L’iniziativa “I miei primi pensieri” ha ottenuto un successo di gran lunga maggiore rispetto al previsto: alcuni dei blogger che hanno partecipato al gioco non sono nemmeno miei lettori abituali. Ogni contributo è stato significativo perché strettamente personale, specialmente quando allineato alle esigenze espressive dello scrivente e non ai possibili preconcetti del lettore. Ciò nonostante, in questo panorama di forte unicità, ho riscontrato alcune tendenze comuni: oggi desidero analizzarle, seppur in modo sommario, per far sì che questo esercizio “a puntate” possa portare a ciascuno di noi un beneficio creativo tangibile.
Per coerenza con l’obiettivo dell’iniziativa e con l’hashtag che distingue i “primi pensieri” dai post più tradizionali (e revisionati), avrei voluto rispettare in toto le regole. In questa fase di analisi, ritengo però importante essere lucida ed esprimere le mie sensazioni nel modo più chiaro possibile. Quindi, pur imponendomi di non perdermi nel mio solito ciclo degli eterni aggiustamenti, mi concederò di rileggere il post per accertarmi che il discorso fili e per intervenire sulle parti troppo vischiose. E, soprattutto, mi prenderò tutto il tempo che mi serve. Non dimentichiamoci che questa iniziativa ci terrà compagnia per mesi: è importante comprendere appieno ciò che si sta facendo. Per gli sbrodolamenti verbali, ci sarà tempo in futuro.


IL VOSTRO APPROCCIO
La mia decisione di non porre alcun vincolo ai contenuti degli articoli ha fatto sì che voi blogger vi sentiste liberi di rielaborare questo gioco in chiave soggettiva. Qualcuno ha provato a scrivere, senza revisione, un post coerente con il tema del proprio blog, con tanto di paragrafi ed elenchi puntati. Altri, invece, hanno scelto la strada del flusso di coscienza. Una persona ha detto: “non ho nemmeno impostato l’impaginazione”; un’altra ha voluto rinunciare alla punteggiatura. E voi, ragazzi, non immaginate quanto mi piaccia quest’improvvisazione: leggendo i vostri articoli, ho percepito una profonda sensazione di leggerezza e di libertà, come se finalmente Dio vi avesse concesso il permesso di non preoccuparvi del giudizio altrui. L’entusiasmo è sempre contagioso, quindi mi sono divertita a leggere le vostre parole.
Le stesse differenze ci sono state relativamente al “quando” pubblicare. So che un paio di amiche si sono svegliate la mattina dicendo: “quasi quasi oggi partecipo all’iniziativa #imieiprimipensieri”, e si sono buttate nella mischia, senza tentennamenti. Allo stesso modo, molti hanno inserito l’articolo nella programmazione ordinaria. Addirittura, qualcuno ha scritto di aver partecipato all’iniziativa perché non sapeva come riempire la scaletta settimanale. Va bene tutto: essere spontanei, secondo me, è il modo migliore per creare qualcosa di valido: io stessa ho pubblicato il primo post di martedì in un momento di folle ispirazione, mentre questo rispecchia la solita tabella degli aggiornamenti. Tuttavia, ho deciso di proporre questo gioco perché sento la necessità di liberare la mia scrittura dai paletti e dalle routine dentro cui l’ho imprigionata. Da quanto tempo non vi concedete il lusso di scrivere semplicemente perché vi va, senza pensare a un buco da riempire o a un appuntamento da rispettare? La necessità di scadenzare l’arte, in parte legata a una vita quotidiana frenetica, secondo me ha portato molti di noi a sentirsi bloccati. Le parole e le emozioni non vengono fuori a comando ma si presentano spesso in momenti impensabili, chiedendo di essere ascoltate. Ignorarle per aspettare il “momento giusto” non ha senso, perché il momento giusto è adesso, e se non si può scrivere con le mani (magari perché si sta guidando!) si può iniziare a scrivere con il cuore, nell’attesa di trovarsi davanti a una tastiera. Le parole vanno lasciate uscire subito, prima che il mentale ci metta lo zampino.
So che molti di voi, essendo abituati a vivere la scrittura in modo razionale, avranno difficoltà a lasciarsi andare. Mi permetto di darvi un piccolo consiglio: se non siete abituati a scrivere di getto, non cercate un argomento ma permettere alla vostra coscienza intuitiva di trovarlo da sola. Lei sa cosa vuole dire; voi no. E il mentale ancora meno. Quindi, mettetevi davanti alla tastiera e scrivete. Tutto qui.

ANCORA FRAINTENDIMENTI SUL RUOLO DELLA REVISIONE
La mente umana tende sempre a vedere tutto bianco o nero: il fatto che io vi abbia proposto di scrivere senza fermarvi a cancellare e senza rileggere non significa – e lo ripeterò fino alla nausea – che sia contraria alla revisione. Io, qui, non ho fatto altro che presentarvi un metodo per affrontare la prima fase del lavoro nel modo più sereno possibile. Conosco la mente umana: so che, se molti di voi avessero analizzato nel dettaglio il proprio brano, sarebbero emerse insicurezze e paranoie. Invece, dobbiamo acquisire fiducia nelle nostre doti creative, affidarci alla potenza delle nostre prime idee e riuscire a riversarle sulla carta. Poco importa, se formalmente sono imperfette: è la loro energia che conta.
Penso che uno scrittore professionista debba essere in grado di scrivere intere pagine senza fermare la mano e senza interrompere il flusso dei pensieri. Buttare giù quattro righe e poi tornare a rileggerle non è scrittura creativa. È scrittura e basta. È scrittura tecnica. È scrittura meccanica. Ma non è scrittura creativa. La creatività è un’energia che si esprime in uno stato di sospensione del mentale molto simile a quello che si raggiunge quando si è in meditazione: vi assicuro che, in questi momenti di assoluta presenza, arrivano spesso risposte che il mio cervello non riesce a vedere. Perché, secondo voi? L’aforisma che ho scelto per aprire il post lo spiega alla perfezione. La nostra intuizione conosce già la soluzione per ogni problema, ma la ragione se ne fotte e il mentale, con il suo bisogno di giudicare, la mette in discussione, dice che sono tutte cretinate: “no, questo personaggio non va bene”. Ma quando l’hai ideato, eri entusiasta? Allora sì che va bene. Perché la gioia è il segnale che ti fa capire di essere sulla strada giusta. Poi potrai lavorarci e sistemare ogni dettaglio ma, finché c’è interesse e passione, non stai sbagliando nulla.

(Considerazione estemporanea: penso che prima o poi dovrò spiegarvi come capire se il mentale ci sta sviando. Purtroppo non posso farlo ora, perché sennò scriverei 3000 parole.)

LA TENDENZA AD AUTOGIUDICARSI
Pochi di voi hanno rinunciato a esprimere un giudizio sulle proprie parole. Ci sono state tante giustificazioni e una generalizzata volontà di mettere le mani avanti prima di buttarsi tra le grinfie dei lettori: “hey, guardate che è solo un gioco”. Sia chiara una cosa: lungi da me rimproverarvi. Penso che quest’ansia da prestazione sia normale. Io stessa martedì scorso ero terrorizzata, e anche adesso lo sono. Però, lo stra-giuro: i vostri testi erano straordinari, anche con qualche difettuccio,  perché autentici. So che, a forza di ripetere e sentir ripetere che la revisione è importante ci siamo convinti che un testo buttato giù di getto faccia schifo: non è così. Magari ci sarà qualche parola fuori posto, ma poco importa. Ciò che avete da dire è importante e merita di essere tirato fuori. Fidatevi di voi stessi. La vostra anima è perfetta, e i vostri testi lo saranno di conseguenza. Perché la perfezione non risiede nella forma impeccabile e nella consecutio temporum, ma nella capacità di trasmettere emozioni, che a volte muore con l’eccesso di tecnica.

L’OPINIONE DEI LETTORI
Nel post di presentazione linkato all’inizio avevo esplicitamente chiesto ai lettori di non esprimere alcun giudizio di carattere formale, proprio per evitare atteggiamenti saccenti o alimentare l’insicurezza dell’autore. Vi ringrazio per avermi ascoltato. Ci sono stati solo dei bei complimenti, e questi fanno piacere a tutti, però mi piacerebbe se – nelle prossime puntate – riuscissimo a focalizzarci sul contenuto del testo e su ciò che l’autore sta cercando di dirci, più che sullo stile. Di lui, ci occuperemo in un secondo momento. Per ora, limitiamoci a entrare in sintonia con l’anima dell’autore, perché è lì che si cela la verità.
A tal proposito, VOGLIO FARE UNA CONFESSIONE.
Quando il nostro viaggio nei meandri della creatività sarà giunto al termine (stabilirò io il momento opportuno)  vi chiederò di revisionare i vostri testi e ripubblicarli in una nuova versione. Ora penso che sia troppo presto. Ci sono ancora tanti post da scrivere e tante cose che voglio dirvi sull’argomento. Inoltre, desidero dare a chi ne ha bisogno il tempo di prendere confidenza con le proprie capacità creative. È normale che all’inizio le parole escano a tentoni ma vedrete che, prendendoci la mano, scorreranno sempre più fluide. Allora vi accorgerete che la vostra stesura di getto avrà ben pochi difetti. Qualche errore di battitura, forse.  Qualche parola da cambiare o qualche parte da riscrivere completamente. Non importa quante modifiche farete, perché avverranno con gioia e non con paura. Anche la revisione può essere figlia della vostra ispirazione e aiutarvi a dar forma alle idee: questo, ai corsi di scrittura, nessuno lo dice.

Il lancio della patata bollente.
Quali sono state le vostre impressioni su questa esperienza?
C’è qualche argomento che vi ha incuriosito e volete farmi approfondire?
Pensate di riprenderla in futuro? E, tra i nuovi, chi vuole aggregarsi?

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO:
1 – Scusate se non ho pubblicato i link ai vostri post: sono così tanti che voglio inserirli in una pagina a parte, per evitare l’effetto “lista della spesa”. Nel frattempo, se volete aiutarmi, potreste farmi un copia-incolla nei commenti? Così non devo recuperarli uno per uno.

2 – Se decidete di partecipare all’iniziativa, vi chiedo di mettere il link al post di invito e non agli altri, cosicché chi vi segue possa comprenderne il significato. C’è stato un fraintendimento con un lettore e mi è dispiaciuto. Per fortuna, poi si è tutto chiarito: non aveva capito il gioco (Ciao, Marco! :-D) 

Commenti

  1. "Addirittura, qualcuno ha scritto di aver partecipato all’iniziativa perché non sapeva come riempire la scaletta settimanale". Eccomi, sono io :D .

    Comunque sia, le mie impressioni su questa esperienza sono state molto positive. Fare questo esperimento mi è stato utile, tanto che poi ho scritto un altro post (l'ultimo del mio blog, se ti interessa leggerlo) più sistematico sui difetti delle mie prime scritture che correggo con le revisioni. Non l'avrei scritto se la tua iniziativa non mi avesse portato a riflettere su questo tema :) .

    Comunque, come hai richiesto, ecco il link del mio post de "i miei primi pensieri": http://blogdiunsolitario.blogspot.it/2017/02/i-miei-primi-pensieri.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero di non essere stata fraintesa: con la mia frase non intendevo muoverti una critica, al contrario mi è piaciuta tanto la tua volontà di "buttarti", poiché eri uno di quelli che aveva maggiori resistenze.

      Non ho ancora avuto modo di leggere il post perché è stata una settimana campale al lavoro, ma lo farò quanto prima. Sono felice che l'iniziativa sia stata utile, e spero che tu abbia voglia di continuare a esercitarti; anche in privato, se vuoi, senza necessariamente pubblicare il post sul blog. :-)

      Elimina
    2. Macché fraintesa, figurati :D . Va benissimo così, non preoccuparti. E sono contento che ti abbia fatto piacere la mia partecipazione ^_^ -

      Elimina
  2. Risposte
    1. E io oggi dovrei riuscire a mandarti indietro "quel" file (non facciamo spoiler!). Come ho scritto sopra, è stata una settimana campale. :-)

      Elimina
  3. https://ilibridisandra.wordpress.com/2017/01/31/i-miei-primi-pensieri-questi-giorni/
    E' Stato un esperimento importante e bello. Molti hanno trovato poca differenza coi miei soliti post, a parte una gran mancanza di virgole che ha reso la lettura un fiume impetuoso, ma essendo io una persona assai spontanea pure nel blog è chiaro che non avevo ansie e non ho vissuto la cosa come una forzatura a un controllo che in effetti non ho.
    Brava, davvero complimenti, mi è piaciuto tanto e potrei rifarlo anche presto.
    Un bacione
    ps. visto qualche cantante?
    Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il link al tuo l'avevo già messo, comunque grazie. :-)
      Hai ragione: il tuo post è stato naturale e sincero, non molto diverso dagli altri. Se vorrai tornare, sarai la benvenuta.

      No, non ho visto nessun cantante perché lavoro a Imperia e, quando torno la sera, evito il centro come la peste. Per non dover impazzire alla ricerca di un parcheggio, mercoledì ho anche bigiato yoga. Nel weekend un giretto credo di farlo, ma a ridosso della finale i cantanti sono blindati. :-)

      Elimina
  4. Ciao Chiara, ho seguito questo gioco con interesse e anche se non ho un blog, in alcuni momenti ho pensato di provarci. Sarebbe bello partecipare e condividere i miei primi pensieri, ma al momento le incertezze continuano a ostacolare il flusso. Quando scriverai il post su come capire quando il mentale ci sta sviando, lo leggerò con attenzione. Buona giornata. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A prescindere dal blog, può essere un esercizio utile. Nell'attesa che io pubblichi il mio post sul mentale (credo che passeranno almeno un paio di settimane, perché giovedì prossimo c'è un guest-post e perché voglio documentarmi al meglio) magari ti può essere utile questo: http://appuntiamargine.blogspot.it/2016/12/natale-con-nathalie-goldberg-i-primi.html
      L'ho scritto in tempi non sospetti, poco prima di natale, e dai commenti ricevuti ho tratto l'idea per questo gioco.
      Buona giornata a te :-)

      Elimina
  5. Io, invece, a un certo punto ho pensato che forse non avevamo imboccato la strada giusta: buttandoci più o meno tutti sul flusso di coscienza, ho creduto che ci fossimo un po' allontanati dal senso dell'esercizio. L'unico che, secondo me, ha fatto quello che andava fatto è stato Massimiliano con il suo brillante racconto- equivoco.
    E aggiungo che è vero, mi riconosco in un piccolo dettaglio che ha rappresentato il tentativo del mentale di prendere il sopravvento: il fatto di avere pubblicato il martedì, che è il giorno in cui pubblico i miei post. A mia parziale discolpa dico che le due cose si sono combinate: cioè il giorno prima mi ero detta "vabbè, se non hai nulla da scrivere per domani vorrà dire che il post slitta a un altro giorno" e mentre ero lì con la pezza in mano mi è venuta l'ispirazione e ho scritto quel brano di getto. A quel punto, mi sono detta, perché non pubblicarlo domani?
    Ma forse sarebbe stato perfetto se lo avessi fatto lunedì sera stesso.
    Ci riproverò e raddrizzerò il tiro, la prossima volta. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ti ho detto ieri nel mio messaggio vocale su WhatsApp, il senso dell'esercizio è stato invece colto in pieno, ed è importante ribadirlo, per evitare che i lettori, vedendo il tuo commento, pensino di aver sbagliato qualcosa.
      Considerando che molte persone non sono abituate a scrivere di getto, partire dal flusso di coscienza è fondamentale per prendere coscienza con la propria voce. Infatti, nei miei post non ho mai scritto di cimentarsi su un racconto, ma di far uscire ciò che si ha dentro. Arriverà un momento, quando l'ispirazione sarà più sciolta, in cui le persone se la sentiranno di pubblicare un racconto, ma per molti secondo me è ancora presto: a prescindere dal possibile risultato, ci sono ancora molte censure. Scrivere di getto un'opera narrativa se si è abituati a rileggere ogni riga è come guidare una Ferrari senza patente. Quindi, va benissimo così. Più avanti (come avrai capito, l'iniziativa durerà diversi mesi) ci sarà modo per "salire di livello". La stessa Natalie Goldberg, suggerisce, per sciogliersi, di scrivere senza uno scopo.
      Non c'è nessun tiro da raddrizzare. Esprimi i tuoi pensieri, finché non ti sentirai pronta per altro. :-)

      Elimina
    2. Intanto ringrazio Marina perché.... eeh perché mi attribuisce sempre qualità che io stesso fatico a riconoscere. Quello che ho cercato di dire con il mio contributo, non è tanto che è possibile lanciarsi, grazie al "flusso di coscienza", nella descrizione di un momento esposto con rutilante e frizzante armonia, ma che addirittura, partendo da un'idea costruire un vero e proprio racconto artificioso. Ovvio, io scrivo su una pagina di word con impostati dei parametri strutturale, in più sono abituato a una scrittura secca e con periodi ben definiti che "staccano", riassumo verbalmente e per iscritto negli ultimi venti minuti del turno ai miei colleghi la mia giornata lavorative e le incombenze che spettano a loro entrando in servizio, così non è difficile costruire un mini racconto. Aggiungo che il valore letterario del mio esperimento è assolutamente risibile, discutibile, al di sotto del minimo. Però è così che funziona per me. Ora può sembrare strano quello che dico, ma l'ultimo post che ho pubblicato nel mio blog, nasce nello stesso modo: sono andato incontro a mia madre che mi riportava il bambino, questo per non costringerla a fare le scale da sola, sono tornato a casa e ho "romanzato" una serie di emozioni, e l'ho fatto in 20 minuti, così come mi si è configurata l'idea nella testa. Niente di speciale quindi. È soltanto abitudine, consuetudine,motivo per cui scrivo spesso boiate o mi faccio prendere dalla retorica. Diciamo che spesso mi rifaccio a quella massima che dice che il pensiero uccide l'ispirazione, lo stile vincola il pensiero, e che la scrittura in quanto tale ripaghi tutto, lo stile e il pensiero.

      Elimina
    3. L'ultima frase del tuo commento è meravigliosa, e riassume perfettamente il senso di questo esercizio. :-)

      Elimina
    4. Grazie Chiara, direi che l'esperimento procede bene.

      Elimina
  6. Io personalmente ho sempre tenuto in gran considerazione la scrittura di getto perché è densa di creatività pura. Il problema (una sottigliezza... :-D ) è che non sempre è comprensibile quel che scrivo... E quindi, se voglio raggiungere il lettore con qualcosa di sensato, devo necessariamente strutturare meglio il tutto.

    Ecco il mio link:
    http://retroblog.tredplanet.net/primo-getto/

    Te l'avevo già inviato... Forse è finito nello spam....
    Uuuuauaaa auaua auahhh.... Scherzavo! :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La tua partecipazione, come già avevo evidenziato nel famoso commento cestinato dal sistema, era stata una bella sorpresa, non avendo commentato i post. Anch' io, come te, a volte di getto scrivo cose incomprensibili. L' esercizio serve anche a fare in modo che non lo siano più. :-)
      Tu parteciperai ancora?

      Elimina
  7. A me è piaciuto tanto. Far uscire di getto il flusso dei miei pensieri è stato come svuotarsi con un'amica e dire ciò che mi passava per la testa. Per un racconto non sarebbe stato possibile perché lo avrei troncato a 1/3, per dire, con il vuoto di idee magari per continuarlo e quindi sarebbe stato un post mezzo vuoto.
    Però a me scrivere di getto piace tanto a volte mi escono solo parole o pensieri che si rincorrono come le farfalle e ho una cartella nel pc proprio con frammenti di pensieri che mi spuntano all'improvviso e trascrivo, tanto prima o poi tutto torna utile.
    Quindi sì mi è piaciuto tanto, pare sia piaciuto anche a chi ha letto per contenuto e stile non troppo differente dal mio solito e penso di rifarlo.
    https://svolazziescrittureblog.wordpress.com/2017/02/01/scrittura-di-getto-imieiprimipensieri/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta. Come ho scritto anche nel commento per Marina, l'obiettivo non era scrivere un brano di narrativa tutto di getto, ma esercitarsi per poterci riuscire in futuro. Sono felice che tu abbia deciso di provarci ancora: aspetto il tuo post. :)

      Elimina
  8. Mi piace l'idea che hai anticipato, credo che una revisione postuma possa dire molto, a noi stessi e agli altri. A parte questo, comunque, l'esercizio è stato utile a far emergere un certo disagio di questo periodo e a capire che avevo preso una strada sbagliata, quella della revisione in contemporanea alla scrittura. Aggiungo che dopo aver scritto il post di getto ho provato una sensazione nuova, come di liberazione. Certo, capire un problema non significa automaticamente risolverlo, ma è già un primo passo.
    Inoltre è stato interessante leggere tutte le varie interpretazioni della tua sfida, vedere come ognuno di noi l'abbia vissuta in modo diverso. Penso che la libertà del tema e dell'esecuzione fossero fondamentali per non togliere valore all'esercizio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che ti sia piaciuto. Ti rivolgo la stessa domanda che ho fatto a Dario: parteciperai ancora? O ti eserciterai da sola? Anche il confronto secondo me è costruttivo. :)

      Elimina
    2. Sì, penso che parteciperò ancora. Mi piacerebbe comunque tentare anche in altri ambiti. Il confronto è utilissimo, non credo avrei provato senza il tuo input :)

      Elimina
  9. Della cosa abbiamo già discusso nel weekend, quindi non sento di dover aggiungere altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo. Ho aggiunto quella postilla per evitare che ci siano altri fraintendimenti in futuro (non con te). E, proprio per farti capire che è tutto a posto, ho voluto salutarti. :)

      Elimina
    2. Mi era sfuggita! Mi ero fermato a "patata bollente".
      In effetti oggi tutta l'Italia si è fermata a "patata bollente".

      Elimina
    3. Cioè? Non capisco il riferimento. Sarà che vivo in una città che in questi giorni è una specie di Las Vegas, e tutto il resto non esiste. :)

      Elimina
    4. http://www.lastampa.it/2017/02/10/italia/politica/patata-bollente-bufera-per-il-titolo-di-libero-sulla-raggi-da-orfini-a-di-maio-uno-schifo-7Rt2rMI1rNNyy11sKZG17I/pagina.html

      Elimina
  10. http://liberamentegiulia.blogspot.it/2017/02/imieiprimipensieri-i-tempi-della.html

    Ecco il link del mio post. Per me l'esperimento è stato interessante anche se a dire il vero ho cercato di scrivere di getto ma con lentezza, forse ho saltato qualche virgola ma i pensieri sono andati a ruota libera :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh non è importante la velocità. Ogni persona trova il proprio ritmo naturale, quindi va benissimo così. :)

      Elimina
  11. Cara Chiara questa riflessione pacata e profondamente liberatoria mi ha aperto il cuore. Quanto avrei bisogno di lasciare andare la forma e liberare il pensiero, non imbrigliarlo. Grazie. Leggerò il post invito (ora sono fuori casa sullo smartphone) e riflettero sul serio se posso concedermi questo "regalo". Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono davvero felice che ti sia piaciuto il post. Penso possa esserti utile anche quello che ho linkato sopra, nel commento a Iara: sono state le reazioni dei lettori a quel testo che mi hanno fatto venire l'idea per l'iniziativa della scrittura libera. Ora sono da smartphone anch'io, altrimenti metterei il link anche qui. :)

      Elimina
  12. Io mi sono divertita davvero ma io sono u s che scrive di getto. Mi viene l'idea e la metto giù altrimenti me ne dimentico 😊
    Normalmente però una ricontrollata la do alla fine per rimediare a eventuali errori
    Di battitura.
    Nei due post che ti ho mandato ho cliccato pubblica di gran carriera per dvitard la tentazione.

    https://hermioneat.blogspot.it/2017/02/imieiprimipensieri-agitazione-di-mamma.html
    https://hermioneat.blogspot.it/2017/01/imieiprimipensieri-una-persona-bella-ha.html

    Ciao e alla prossima

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che il tuo sia un ottimo approccio. :) alla prossima

      Elimina
  13. http://www.webnauta.it/wordpress/miei-primi-pensieri/

    Io arrivo in ritardo come al solito, ma dovevo essere sicura che i pensieri si trasformassero poi in racconto, sennò rischiavo di lasciare i lettori a bocca asciutta! :P
    Ho preso il flusso di coscienza, ma nell'istante in cui stava elaborando l'idea, e devo dire che a volte l'immagine mentale è troppo veloce per fissarla pari pari su carta, o su file.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo scopo, però, non era quello di trasformare i pensieri in racconto. :-)

      Mi è piaciuta questa frase:

      "Ho preso il flusso di coscienza, ma nell'istante in cui stava elaborando l'idea, e devo dire che a volte l'immagine mentale è troppo veloce per fissarla pari pari su carta, o su file."

      Anticipa, infatti, un altro testo della Goldberg che pubblicherò a breve, e che riguarda, appunto, la trasposizione dei primi pensieri. :-)

      Elimina
    2. Lo scopo non è di trasformare i pensieri in racconto (non tutti i pensieri di scrittura diventano poi effettivamente un racconto), ma di vedere come i primi pensieri di un racconto (o una scena di un romanzo) vengono trasformati e rielaborati in un testo creativo. Altrimenti non capirei il senso di questa cosa, avendo come tema la scrittura creativa stessa.
      Perché i miei pensieri personali restano certamente miei e non li vado a pubblicare online. Non tanto per pudore o vergogna di quel che penso, piuttosto per una questione di privacy e rispetto verso le persone a me vicine.

      Elimina
    3. Il senso di "questa cosa" è quella di offrire alle persone la possibilità di conoscere un nuovo metodo di scrittura, finalizzato a elaborare la prima stesura senza fermare la mano, per impedire che le nostre due aree del cervello interferiscano tra loro. A chi non è abituato, Goldberg propone di partire dai propri primi pensieri, di scrivere senza un argomento. Ne avevo parlato nel primo post della serie, quello "linkato" sotto il commento di Iara.
      Siccome molti dei miei lettori non avevano mai "scritto di getto", così hanno fatto, senza lavare i panni sporchi in piazza, violare la privacy o mancare di rispetto agli altri. La tua è una rielaborazione del "gioco" in chiave soggettiva che va benissimo. Se ho scritto quella frase, nel commento precedente, è perché il tuo commento mi ha dato l'idea che ci fosse anche una revisione e un lavoro più di sostanza, ma forse ho frainteso. Andrò a leggere, appena avrò tempo. :-)

      Elimina
    4. Aggiungo una cosa: la decisione di non partire subito dalla stesura di un racconto dipende dalla volontà di consentire, a chi non ha mai utilizzato questo metodo, di trovare la giusta familiarità. In molti casi (e me ne sono resa conto leggendo i commenti al post citato sopra) infatti c'erano delle resistenze. Così, ho trovato opportuno adottare lo stesso metodo utilizzato dalla Goldberg nei suoi corsi di scrittura, ovvero procedere "per gradi", partendo da una scrittura puramente espressiva e arrivando, poi, alla narrativa. Se qualcuno, come nel tuo caso, è già pronto, ben venga. :-)

      Elimina
    5. Ah ecco, è perchè non hai letto il mio post. No, non c'è alcuna revisione, sono proprio i primissimi pensieri, usciti dal cervello pari pari. :D
      Poi ci ho lavorato sopra, ho scritto diversamente gli appunti in carta, dagli appunti in carta alla prima struttura sghemba del racconto e via via affinato. (E ancora ci sarebbe da fare ma il mio beta reader sta dormendo oggi...)
      Quindi, si, i gradi li uso tutti, più che altro perchè con il lavoro che ho, o così o niente. :(

      Elimina
    6. Bene, sono contenta che il malinteso si sia chiarito. :-)

      Elimina
  14. Ciao, ecco il link al mio contributo:
    http://storieefantasia.blogspot.it/2017/02/imieiprimipensieri.html

    L'ho riletto e credo che dovevo essere sotto l'influsso di qualche nuovo tipo di allucinogeno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo allucinogeno si chiama: creatività. :-)

      Elimina
  15. Precisazioni che diradano le ultime nebbie. :)
    Mi piace l'idea di farci tornare sui nostri testi, quando sarà il momento.

    Ecco il link al mio umile scritto:
    https://iolaletteraturaechaplin.blogspot.it/2017/02/mi-getto-sulla-scrittura-di-getto-tra.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Luana. :-)
      A quando la prossima puntata?

      Elimina
  16. Questa è un'iniziativa tanto semplice quanto fantastica. Ah, scusate, sono nuovo nel blog, mi chiamo Andrea e ti ho scoperta da un commento sul blog di Daniele. Comunque, dopo aver letto di questa iniziativa, in preda a un raptus ho cominciato a battere sulla tastiera senza meta e la cosa mi è piaciuta molto. Posterò il prima possibile questa significativa esperienza anche sul mio blog. Però ti chiedo alcuni spiegazioni perché credo di non aver capito benissimo il tutto, sia per quanto riguarda i dettagli della pubblicazione che farò sul mio blog, sia per mandarti lo scritto. Mi ripeto ma questa è un'iniziativa fantastica :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Andrea, benvenuto. Sono contenta che l'iniziativa ti sia piaciuta. Per la pubblicazione, ti chiedo solo di spiegare in poche righe l'iniziativa, con il link al post di "invito" (lo trovi alla fine di questo articolo). Puoi poi inviarmi il pezzo all'indirizzo e-mail che trovi nella pagina contatti. Se ci sono ancora dubbi, chiedi pure. E benvenuto. :)

      Elimina
    2. P.s. mi ricordo di te. Qualche giorno fa abbiamo avuto uno scambio di battute sul blog di Daniele. :)

      Elimina
  17. Ottimo, allora mi faccio vivo presto :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Letture che ispirano - La trilogia del male di Roberto Costantini

Freedom writers - il valore della scrittura di getto

Con le mani nei capelli - manuali e guest-post

La descrizione fisica dei personaggi

Scrivere un romanzo - portare a termine la prima stesura

I miei anni '90

La voce del Jolly #1 - Davide Laura, dalla strada alla Scala

Il Jolly e la gassosa purpurea - la disinformazione

La volontà di essere un Jolly

Scrittori a confronto - Massimiliano Riccardi e Sandra Faè