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19 aprile 2016 - 19 aprile 2017 - Cento di questi Jolly

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Tutto ciò che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile. (Philip Roth)

(Qui, tutti gli altri post dedicati al Jolly)

Dopo aver abbozzato due articoli poco convincenti e aver inveito per il mio eccesso di autocritica, le memories di Facebook mi hanno segnalato una ricorrenza che non può passare inosservata: martedì 19 aprile 2016 pubblicai il post La volontà di essere un Jolly. Fu così che un cambiamento profondo, già attivo da tempo a livello inconscio, si concretizzò sul blog per poi espandersi a macchia d’olio in ogni settore della mia vita.

Il Jolly e la consapevolezza verbale

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Le parole si parlano, i silenzi si toccano. (Fabrizio Caramagna)
Scrivevo, in tempi non sospetti, nell’ articolo “La parola è energia”: Ogni parola che pronunciamo crea un collegamento fra diversi piani vibrazionali. Il livello più alto (il pensiero) si unisce a quello più basso (la realtà fisica) generando energia. Ogni volta che parliamo o scriviamo, i nostri pensieri si manifestano sotto forma di onde sonore o di altre risonanze. Pertanto, possono avere l’effetto di un bacio o di un pugno su chi le riceve: tutto dipende dall’ intenzione, ovvero dall’emozione che ne è alla base. Tutto questo, però, i nani non lo sanno. Dispensano vocaboli a caso, senza rendersi conto dell’effetto energetico che producono su chi legge o ascolta. Si muovono nel territorio sicuro delle proprie convinzioni limitanti. Nutrono il proprio mentale con verità sempliciotte e facili qualunquismi. Sfogano, nell’arena virtuale dei social network le pulsioni che la gassosa purpurea non è riuscita a domare. Si indignano: q…

Il mio pensiero sull'americanizzazione della letteratura

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L’America è una vasta cospirazione per renderti felice.
(John Updike)
C’è un romanzo, edito di recente, la cui pubblicità compare molto spesso nella mia home page di Facebook. Non nomino il titolo perché non è mia intenzione scrivere una recensione. Intanto, dubito che lo leggerò. Voglio però riflettere su una tendenza piuttosto diffusa in molti autori e verso la quale (lo ammetto con rammarico) nutro un forte pregiudizio. La quarta di copertina è al riguardo piuttosto eloquente:
Springfield, Massachusetts. L'agente dell'Fbi John Bay, entrato in crisi dopo la morte in un incidente della moglie Lucy, sembra avere trovato un nuovo equilibrio, anche grazie ai successi professionali raccolti insieme al collega Simon Lower. Ma i tormenti non sono finiti: ad attenderlo ci sono l'improvvisa morte di Simon e le indagini sull'Annegatore, uno spietato serial killer ossessionato dall'acqua. Un folle che vuole "purificare" le sue vittime dalle loro colpe, e per il qual…

#imieiprimipensieri - scuse a me stessa

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L'infanzia è una stagione fatata. L'unica di tutta una vita che non finisce mai e ti accompagna fino all'ultimo respiro.  (Eugenio Scalfari)
I miei primi pensieri – tempo previsto – 20 minuti.
Questo è il secondo getto di oggi. Qualche lettore sa già che fine ha fatto il primo. La scrittura conosce un solo limite: quello di proteggersi da attacchi esterni. Accusare situazioni che sto vivendo, quindi, non serve a nulla. Tantomeno serve prendersela con persone che hanno contribuito ad alimentare il disagio, perché io gliel’ho permesso. Prendere coscienza di ciò che accade dentro di sé, invece, è utilissimo. Perdonare se stessi, ancora di più: senza perdono non può esserci alcun cambiamento. Oggi è arrivato il caldo e mi è scesa la pressione. Per questo motivo, dopo essere tornata dall’ufficio, mi sono accorta di non aver alcuna voglia di uscire per andare a yoga. Devo aspettare mio marito, che arriverà con il treno intorno alle 21:00. Vorrei scrivere il romanzo, in questo lasso d…

Il talento non esiste: l'alibi di chi non l'ha e di chi non lo vuole

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Una cosa è avere talento. Un'altra cosa è scoprire come usarlo. (Roger Miller)
Tutti possono imparare a scrivere correttamente nella propria lingua madre. Tutti possono imparare a fare calcoli complessi, a suonare o a disegnare. Ma i veri scrittori, i veri ingegneri, i veri musicisti e i veri disegnatori hanno qualcosa in più. Per comprendere di cosa si tratta, occorre staccarsi da quella mentalità occidentale che giudica una performance in base al risultato e concentrarsi sul processo creativo. Esiste una differenza fondamentale tra il fare e l’essere, tra l’impegnarsi in un’attività per raggiungere un obiettivo e sentir vibrare quell’attività dentro di sé ogni istante della propria vita. Qualcuno parlerebbe di passione. No, non è solo questo. È molto di più. È una missione, forse. È la consapevolezza di essere nati con uno scopo. È una questione di significato. Per farvi comprendere meglio ciò che sto dicendo, vi racconto una storiella.


Blogger a confronto - Lungaggini e blogosfera

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Troppa lunghezza e troppa brevità rendono oscuro il discorso. (Blaise Pascal)
La scorse settimana sono stata intervistata dal “socio” Miki Moz, per il suo blog: MozO’Clock. Alla domanda sulle caratteristiche di Appunti a Margine, tra le altre cose ho risposto: 
“Sebbene non sia prolissa (non più, almeno) mi sento lontana dal principio della brevità dominante sul web, che uniforma i contenuti e lo stile. Inoltre, non credo che un autore, soprattutto, se ambisce a scrivere narrativa, debba adeguarsi alla "fretta" del lettore, perché rischierebbe di snaturarsi.”
Il padrone di casa non è risultato pienamente d’accordo con la mia affermazione e ha proposto di riprendere l’argomento in altra sede. Io non solo ho accettato il suo invito, ma ho cercato di comprendere in che modo potessi valorizzare al meglio tale confronto. All’inizio ho pensato che sarebbe stato divertente uno scambio di messaggi vocali su Whatsapp, in perfetto stile Maurizio Costanzo Show, ma la trascrizione avrebbe …

Guest-post - Lo scrittore del profondo

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La nostra vita è un'opera magica, che sfugge al riflesso della ragione e tanto più è ricca quanto più se ne allontana, attuata per occulto e spesso contro l'ordine delle leggi apparenti. Gabriele D’Annunzio Sebbene le mie storie siano sempre molto realistiche (solo di recente è comparso qua e là qualche sprizzo di magia) mi interesso di esoterismo da circa un decennio, e accolgo sempre con piacere i guest-post che spiegano come affrontare questa tematica in un’opera narrativa. Circa un anno e mezzo fa, Maria Teresa Steri, nell’articolo “Scrivere un romanzo esoterico”, diede qualche consiglio tecnico per affrontare un genere letterario sì inconsueto, ma decisamente affascinante. Oggi, invece, Silvana Amadeo analizzerà l’argomento da una prospettiva più filosofica, parlandoci degli argomenti che le interessano di più e citando alcune opere meritevoli di attenzione.Buona lettura!

Intervista sul blog di Miki Moz

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Oggi sono stata intervistata dall'amico Miki Moz. Mi sono divertita, perché la nostra è stata una chiacchierata tra amici, allegra e informale, che probabilmente sarà seguita da un post a quattro mani. Questo, l'incipit:

Oggi le MozInterviste ci portano a parlare di scrittura, di letteratura, di... appunti.
Perché siamo dalle parti del blog Appunti a Margine, della grande Chiara Solerio.
Siete pronti a scoprire questo spazio anche molto filosofico?

Moz - a quale razza appartieni?
Chiara - la razza umana.

Moz - scegli un brano e spiega il perché della tua scelta.
Chiara - "tutto ciò che ho per difendermi è l'alfabeto. E' quanto mi hanno dato al post di un fucile." (Philip Roth).Continua a leggere...

Validi motivi per rubare testi altrui

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O imitatori, gregge di schiavi! (Omero)
Oggi voglio sdrammatizzare un episodio spiacevole con un riferimento alle mie credenze spirituali: il karma, che molti confondono erroneamente con il destino, altro non è che la trasposizione materiale della legge di causa ed effetto. Come scrive il blog Stato Quantico, ogni azione produce un effetto visibile, più immediato, e uno invisibile che si attiverà, schiudendosi come può fare un seme, solamente quando si presenteranno le condizioni favorevoli. Chi semina raccoglie, quindi. Come ogni regola, però, anche questa ha le proprie eccezioni. Nella stanza dei bottoni dell’universo, a causa di qualche strano miscuglio energetico, può verificarsi l’imprevedibile: compiamo un’azione aspettandoci un determinato risultato ma attiriamo a noi circostanze che smentiscono totalmente i presupposti iniziali, come se qualcuno, lassù in cima, volesse punirci per il nostro eccessivo ottimismo, o per la nostra arroganza. Pena del contrappasso, la chiamava Dante. …

#imieiprimipensieri - Fuori come un Jolly

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Fare ciò che ami è libertà.
Amare ciò che fai è felicità.
(Anonimo)
Per saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, clicca qui.
Scrivere di getto e senza revisione – 2° prova – Tempo previso: 20 minuti. Sono una persona difficilmente etichettabile. L’eterna outsider: un po’ per scelta, un po’ per obbligo. Da ragazzina non sopportavo l’idea di far parte dei un gruppi organizzati (politici, religiosi ecc.) per paura di dovermi conformare a norme, regole e modi di pensare che non mi appartenevano. Eppure non ero una ribelle nel senso letterale del termine. Non andavo a farmi le canne dietro Santa Tecla, o al Porto Vecchio. Non indossavo giacche con le borchie. Non avevo tatuaggi, né il piercing sulla lingua. Il dissenso si esprimeva in modo più sottile. La mia eterna espressione da Alice nel Paese delle Meraviglie diceva al mondo che io viaggiavo a un metro da terra e guardavo tutto con un sornione distacco. Senza giudizio, ma anche senza coinvolgimento. Non mi ritengo una snob…

Intervista sul blog di Marco Freccero

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Così mi presenta il mio collega, amico e conterraneo Marco Freccero, che ringrazio per l'intervista, e per l'appellativo altisonante - e forse immeritato - che mi ha concesso:
Terza e ultima intervista che ho realizzato a una scrittrice ligure: Chiara Solerio. Quando le ho proposto le domande, lei si è quasi tirata indietro: “Scrittrice io? Ma veramente… Sto lavorando a un romanzo, ma…”. E questo mi ha fatto capire che “scrittrice” era il termine giusto da usare nei suoi confronti. In un mondo dove tutti si definiscono tali, trovare qualcuno, anzi qualcuna, che ha una simile umiltà è cosa rara. Ma, si dirà: siamo alle prese con una falsa modestia. Errore. Perché basta navigare sul suo blog, Appunti a margine, per capire che lei prende sul serio la scrittura. Non è falsa modestia, semmai siamo alle prese con una persona che prende seriamente la parola. E potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di fare quattro chiacchiere con lei? No, infatti…
Adesso lascio la parola a Chiara. Con la…

Conversando con Marina Guarneri - di musica e di scrittura

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Comunque vada panta rei, and singing in the rain. (Francesco Gabbani)
Ricorda di disobbedire; ricorda che è vietato morire. (Ermal Meta)
Io e la mia beta-reader, Marina Guarneri, ci conosciamo ormai da un paio d’anni. Anche se non ci siamo mai incontrate di persona, tra noi è nata una bella amicizia, che si concretizza ogni giorno in lunghissime conversazioni su Whatsapp. Recentemente abbiamo avuto un confronto sull’ultima edizione del Festival di Sanremo e sulle canzoni vincitrici. Da lì siamo passate a riflettere sul mondo dell’editoria e della discografia, nonché sulla nostra personale vocazione letteraria.  È scaturita una discussione molto interessante, proseguita oggi telefonicamente, che ci ha viste, su alcuni argomenti, stranamente in disaccordo.  Ho quindi deciso di ripercorrere punto per punto questo dialogo, e di condividere con voi le mie riflessioni. Scusatemi se salterò di palo in frasca: non è facile mettere insieme tutti i temi affrontati, perché siamo donne, e parliamo tant…

Guest-post - L'empatia del blogger letterario

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“A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” (terzo principio della dinamica)
Oggi è mio ospite Mattia Loroni, alias Mattia L., che propone una riflessione sull’importanza dell’empatia che un blogger (specialmente se anche scrittore, e quindi abituato a immedesimarsi con i propri personaggi) deve nutrire nei confronti dei lettori. L’educazione e il rispetto sono fondamentali anche nel mondo virtuale, ma spesso molti si dimenticano che dall’altra parte dello schermo c’è una persona e non una sorta di ologramma, e si sentono in diritto di sfogare verbalmente tutte le proprie frustrazioni. Vi siete mai imbattuti in personaggi del genere? Raccontate le vostre esperienze. E ditemi: condividete il pensiero di Mattia?

#imieiprimipensieri - sui vostri primi pensieri

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La vera comprensione è quella che va al di là della ragione  e che si fonda sull'istinto, sul cuore.  Tiziano Terzani
L’iniziativa “I miei primi pensieri” ha ottenuto un successo di gran lunga maggiore rispetto al previsto: alcuni dei blogger che hanno partecipato al gioco non sono nemmeno miei lettori abituali. Ogni contributo è stato significativo perché strettamente personale, specialmente quando allineato alle esigenze espressive dello scrivente e non ai possibili preconcetti del lettore. Ciò nonostante, in questo panorama di forte unicità, ho riscontrato alcune tendenze comuni: oggi desidero analizzarle, seppur in modo sommario, per far sì che questo esercizio “a puntate” possa portare a ciascuno di noi un beneficio creativo tangibile. Per coerenza con l’obiettivo dell’iniziativa e con l’hashtag che distingue i “primi pensieri” dai post più tradizionali (e revisionati), avrei voluto rispettare in toto le regole. In questa fase di analisi, ritengo però importante essere lucida ed …

Cartoline dai miei personaggi

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L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso. (Anne Carson)
Qualche giorno fa, Silvia Algerino ha pubblicato il post 5 Cartoline dai miei personaggi, una sorta di spin-off del suo romanzo. L’idea mi è piaciuta moltissimo, così ho subito pensato a come personalizzarla.
Considerando che il mio romanzo è ancora in corso d’opera, collocare il messaggio di protagonisti e comprimari dopo la parola fine mi sembrerebbe precipitoso. Inoltre, non voglio fare spoiler. Perché, quindi, non supporre che i ragazzi mi abbiano scritto proprio mentre si trovavano nel pieno delle loro peripezie? Dopo tutto, la trama dura circa quindici anni (sedici, se come probabile inserirò un epilogo): è inevitabile che, in un lasso di tempo così ampio, ci siano numerosi spostamenti. Alcuni viaggi sono in parte raccontati o mostrati. Altri, entrano nella storia soltanto di straforo. Uno, addirittura, si svolge prima dell’inizio della storia e potrebbe diventare un prequel. L’ ho citato qui,…

#imieiprimipensieri - tutto il resto è noia

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Oggi: noia che sbatte come una persiana al vento. (Leo Longanesi) Scrittura di getto e senza revisione, 1° prova – Tempo previsto: 20 minuti.
Quando siamo bambini e adolescenti, la noia è associata alla necessità di riempire il proprio tempo con attività piacevoli. Da adulti la percezione cambia. Al centro di tutto, c’è sempre lo scorrere dei minuti. Ma il divertimento, ora, non è più legato alla necessità di adrenalina, ma è il bisogno di un dettaglio che interrompa la sensazione di aver incanalato il proprio percorso esistenziale lungo binari che non prevedono alcuna deviazione. Quando tutto è uguale si cerca spasmodicamente qualcosa che, come un lampo che spezza il bianco delle nuvole, renda vane e inutili tutte le routine. A volte, persino una rogna – come un Ape-Car che va a 30 all’ora in tangenziale – diventa foriera di novità. Perché, mentre sei in coda, pensi. Trovi una pausa dal normale. Ed è in questa pausa che si concretizza la creatività.

I miei primi pensieri - invito ai blogger

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Sorridi, respira e agisci con calma. Thich Nhat Hanh
Circa un mese fa, nel post I primi pensieri dello scrittore, ho citato un brano, tratto dal saggio Scrivere Zen di Natalie Goldberg, che evidenziava l’immenso valore creativo delle nostre idee originarie.
Siccome dai commenti è emerso che molte persone hanno difficoltà ad abbandonare il controllo che la mente esercita sulla loro creatività, ho deciso di proporre un gioco che sarà utile a tutti, compresa la sottoscritta. Mi trovo infatti in una fase piuttosto delicata della mia gavetta letteraria: dopo aver integrato nel mio modo di scrivere le basi di una competenza narrativa sì migliorabile ma comunque discreta, sento la necessità di ritrovare la connessione con quella creatività gioiosa e un po’ anarchica che in passato ha dato vita ai miei testi più intensi. Ho bisogno di impazzire, e voglio farlo insieme a voi.
Prima, però, una piccola precisazione.
Il libro in questione non è un polpettone new-age, ma un manuale di scrittura a tutt…

La voce del Jolly #1 - Davide Laura, dalla strada alla Scala

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Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
(Victor Hugo) Da due anni, il musicista Davide Laura allieta i pomeriggi dei sanremaschi con il proprio violino: non c’è nessuno, per le strade del centro, che non conosca e non apprezzi la sua musica. Perché, quindi, non consentirgli di rappresentare la città al Festival? Questa è stata l’idea degli amministratori del gruppo Facebook “Sei di Sanremo se…”, che una decina di giorni fa hanno creato l’hashtag #vogliamodavidelaurasulpalcodell’ariston. Diversi lettori hanno scritto a Carlo Conti per metterlo al corrente dell’iniziativa. In poche ore, un’idea nata quasi come un gioco è diventata virale. Davide, per diffondere la propria musica, non ha partecipato a un talent o venduto l’anima al demonio: ha semplicemente allestito una postazione in via Matteotti e si è messo a completa disposizione della gente. L’energia veicolata dalle sue note, poi, ha fatto il resto. Se non ci credete, guardate con i vostri occhi. O…

Quattro consigli di scrittura da Rob Brezsny

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Niente si regala tanto generosamente quanto i propri consigli. (Francois Delarochefoucauld)
Prima di addentrarmi nei meandri di questo articolo, occorre rispondere a una domanda: chi è Rob Brezsny? Uno scrittore? Un filosofo? Un life-coach? Uno scienziato? Un guru? No. O meglio: non solo. Rob Brezsny e uno dei più celebri astrologi facenti capo alla scuola psicologica-evolutiva. Le sue indagini, qui in Italia, sono tradotte e pubblicate dalla rivista: “Internazionale”. Come ben sapete, io diffido dell’oroscopia sommaria proposta dai giornaletti e di tutti quegli pseudo-guru che millantano di predire il futuro. Brezsny non ha questa pretesa: lui, come tutti i colleghi che seguono il medesimo approccio, interpreta i possibili effetti emotivi dei transiti planetari e offre qualche suggerimento (spesso con toni ironici) per affrontarli senza impazzire. Secondo me è bravo. Dannatamente bravo. Così bravo che, commentando le sue analisi, più volte ho scritto: “oddio, mi sta seguendo di nuovo!” Per…

Tre parole per il 2017

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A chi crede nei sogni, basta un gradino per raggiungere le stelle. (Antonio Aschiarolo)
Da quando Appunti a Margine è nato, è mia consuetudine inaugurare l’anno virtuale con il post delle Tre parole. L’idea originale è di Chris Brogan, ma io ho conosciuto questo gioco grazie a Daniele Imperi, che dal 2010 lo propone sul suo blog. Quest’anno anche Silvia Algerinoè stata della partita.
Se qualcuno di voi desidera unirsi al meme, è il benvenuto. Mi permetto però di darvi un consiglio: non limitatevi a scrivere un articoletto di cui vi dimenticherete subito dopo aver risposto ai commenti, altrimenti l’esercizio non servirà a nulla. Scrivete i vostri concetti chiave su un post-it da tenere sempre a portata di sguardo, e lavorate su questi obiettivi nei mesi che verranno, perché è così che si innescano i cambiamenti. Diversamente, tutti i buoi propositi finiranno nel cestino della carta straccia.
Per quel che mi riguarda, è tempo di bilanci: com’è andata con le parole del 2016? Difficile dirlo…