lunedì 31 agosto 2015

Oltre la superficie: quando la scrittura diventa consapevole.


La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore.
Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.
(Carl Gustav Jung)

L’introduzione che avevo abbozzato durante la prima stesura del post è stata depennata senza pietà: non faceva altro che riprendere quanto già scritto qui.
Ormai già sapete che le mie vacanze sono state costruttive: sebbene abbia messo il romanzo in stand-by per dedicarmi a un po’ di sano cazzeggio riposo, ho maturato alcune consapevolezze che porteranno beneficio anche al mio lato artistico.
Dopo tutto, la scrittura non è mai separata dalla vita reale: quando la luce dissolve l’ombra paranoica che ci offusca il cervello, le nostre opere acquistano profondità e spessore. Se la routine la smette di incasinarci i neuroni, l’intuizione si risveglia e le nostre verità interiori sono libere di manifestarsi.
Questi bagliori non nascono dal nulla, sono sempre stati lì. Come ho fatto a ignorarli per tanto tempo? Non lo so, ma ora che li vedo voglio coglierne appieno l'essenza.

giovedì 27 agosto 2015

Sono tornata, ma ...




Niente è come tornare in un luogo rimasto immutato che ci fa capire quanto siamo cambiati.
(Nelson Mandela)

Secondo i progetti originari, oggi avrei dovuto ricominciare ad aggiornare il blog. Tuttavia, il rientro è stato più movimentato del previsto. In ufficio sono già partita in quarta e a casa sto ospitando la sorellina tredicenne del mio compagno, che è piuttosto autonoma ma dà un po’ di lavoro in più.

Oggi probabilmente non rientrerò al nido prima delle 22, quindi non mi sarà possibile pubblicare il post che avevo in programma. Ho già scritto la prima bozza, ma sono abituata a fare due stesure, una istintiva e l’altra razionale. Certo, potrei essere meno tignosa e pubblicare il mio articolo così com’è: chissà, magari vi piace… Però non me la sento. Quando le mie mani viaggiano da sole sulla tastiera me ne frego anche della grammatica, affogo le mie sensazioni in un mare di parole, che poi taglio perché inutili: non vorrei perdere la stima che ho conquistato in un anno di pubblicazioni costanti!

Vi chiedo dunque di pazientare ancora un paio di giorni. Appena il post sarà pronto lo pubblicherò, anche al di fuori delle scadenze fisse. Spero di farcela il prima possibile.
Nel frattempo, vi lascio con una bellissima immagine dell’isola di Ischia e vi dico che … MI SIETE MANCATI!

Sono proprio contenta di ritrovarvi! Quindi, visto che siamo una comunità (ciao, io sono Chiara e voglio uscire dal tunnel) raccontatemi qualcosa: dove siete stati di bello? E quanto avete scritto durante questo agosto rovente?

Per me è stata una vacanza dal profondo significato spirituale, come l’aforisma di apertura testimonia. Sono diversa, rispetto a due settimane fa, perché è cambiata la mia energia. Ho riscoperto dentro me l’amore per gli esseri umani e per le loro storie. Ho compreso il significato della mia scrittura e la direzione che intendo darle nei prossimi mesi. Ho scoperto che quando si assapora la libertà ciò che si è sempre accettato mostra tutta la propria natura di gabbia. Quindi, diventa necessario scappare…
Nel prossimo post, vi racconterò delle mie nuove consapevolezze, promesso!


giovedì 6 agosto 2015

Appunti a Margine va in vacanza: bilanci e progetti.



Esistono vacanze più profonde che il prendere congedo dal proprio sè?
(Amelie Nothomb)

Per me l’anno va da settembre a luglio. Ad agosto ogni situazione è in stand-by, seppur legata alla mia mente da un carica-batterie metaforico. L’energia che le regalo arriva dai miei pensieri e, finché non mi sento di nuovo pronta per passare all’azione, si esprime solo in potenza. Sdraiata sul mio lettino da spiaggia, mi preparo per tornare all’attacco. Analizzo e valuto, soppeso e pondero. Faccio bilanci.  
Quest’ inverno non è stato facile. Ho affrontato i mostri che dall’inconscio già da tempo cercavano di attirare la mia attenzione. Ho scovato l’origine delle mie insicurezze e mi sono chiesta se il gioco vale la candela. Mi sono domandata chi sono e dove voglio andare. E, soprattutto, ho trovato delle risposte.
Alla mia età un individuo dovrebbe avere un’identità ben definita, ma io mi ero persa nella nebbia della mia paura. Non avevo una meta. Giravo su me stessa. E un bel giorno ho sbattuto la testa contro un muro. Allora ho capito di essere finita in un vicolo cieco e ho cambiato direzione.
Trascorrere tutta la vita portando addosso un’etichetta che non rappresenta la mia vera essenza può essere deleterio: io non voglio questo, per il mio futuro. Ecco la consapevolezza da cui sono ripartita.
Il salto quantico ormai è stato fatto, non si può più tornare indietro.
Durante l’anno appena trascorso ho smantellato le strutture mentali che ormai non servono più perché obsolete, piene di muffa: ora devo costruirne altre più adatte a ciò che sono diventata.
I miei 17,5 giorni di ferie mi serviranno per prepararmi a tutto ciò che sarà: ho delle dead-line importanti nel 2016 e voglio arrivarci a testa alta. Prima di dare un nuovo significato al mio cammino, però, devo rivolgere lo sguardo verso la strada che mi sono lasciata alle spalle. La comprensione del suo valore costituirà la base per la mia nuova forza.