giovedì 30 luglio 2015

Letture estive fra stelle, stalle e recensioni ingannevoli.


I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre.
Ma solo entrando in contatto con i libri ti accorgi di avere le ali.
(Helen Hayes)

Oggi ho voglia di parlare di libri, come se fossimo seduti tutti insieme al tavolo di un caffè letterario con in mano una tazza di cioccolata fumante.
Dite che il mio proposito è un po’ fuori stagione?
Okay, resettiamo: oggi ho voglia di parlare di libri, come se fossimo sdraiati tutti insieme sui lettini di una spiaggia con in mano un bicchiere di caffè shakerato.
D’estate leggo in media un romanzo a settimana, alternando main-stream e letteratura di genere, cultura e svago. Vivere a Sanremo mi agevola: ogni weekend vado a rilassarmi al mare con il Kindle e guai a chi mi disturba. Dalle 11:00 alle 18:00 non ci sono per nessuno, nemmeno per mio marito che è lì con me.
In vista delle ferie che inizieranno fra una settimana esatta, sto rimpolpando la mia lista dei desideri su Amazon, che attualmente conta 22 titoli. Come li ho scelti? Semplice: o ho già letto e apprezzato quell’autore, o è scritto da un blogger amico, o mi affido alle recensioni dei lettori, che in linea di massima riescono a offrire una panoramica piuttosto attendibile sul libro che intendo acquistare. Tuttavia, ciò non mette al riparo da potenziali bidoni.
Innanzi tutto, un aspirante scrittore è più esigente di un lettore comune: io non presto attenzione solo alla trama, ma anche a dettagli più sottili, per esempio la gestione del punto di vista e la fluidità dello stile.
In secondo luogo, anche questi elementi possono passare in secondo piano, quando l’energia sottile che impregna la pagina riesce a toccarmi il cuore. L’ oggettività, quindi, va a farsi friggere e io mi trovo a scrivere una recensione istintiva e poco lucida, basata interamente sull’emozione.
 Immagino che per gli altri lettori valga lo stesso principio: ecco come nascono le bufale!
Vi faccio un esempio.

giovedì 23 luglio 2015

Buoni propositi di scrittura: le mie ultime parole famose.



Non puoi chiamare Spiderman un eroe: la gente odia i ragni!
(Un esperto di Psicologia delle masse a Stan Lee)
Quando decidiamo di scrivere un romanzo o aprire un blog, ci nutriamo di entusiasmo e crediamo di poter buttare giù i muri a testate: sperimentiamo diversi metodi di lavoro per trovare quello più adatto a noi, siamo disposti a piccole e grandi rinunce per dare continuità al nostro operato, ci ripetiamo continuamente che è necessario ridurre l’info-dump, mostrare anziché raccontare, rispettare i confini della storia…
In poche parole, ci riempiamo la testa di buoni propositi e imperativi categorici ai quali crediamo davvero, almeno finché non ci rendiamo conto che ogni tabella di marcia troppo rigida è una forzatura. Allora scalpitiamo per liberarci dalle nostre stesse imposizioni e mandiamo tutto al diavolo.
Quante scuse ci raccontiamo, quando non riusciamo a fare ciò che ci siamo promessi?
“Sono stanca, ho poco tempo, pensare troppo alle regole in fase di stesura limita la mia creatività, ecc.”
Non sarebbe meglio accettare le proprie debolezze e ammettere che non sempre si è in grado di prestar fede a quanto stabilito? Dopo tutto, non siamo dei robot.
Scherzare sulle incoerenze individuali è il mondo migliore per affrontarle con serenità, ed è quanto ho deciso di fare io oggi: di seguito, le mie ultime parole famose!

giovedì 16 luglio 2015

Freedom writers - il valore della scrittura di getto


Raccontare la tua storia ti rende libero.
(dal film Freedom Writers)

Premetto che questo articolo non è una recensione: il film di cui vi parlerò mi è servito soltanto come spunto di riflessione. Ieri sera mi è infatti capitato di rivedere dopo molti anni Freedom Writers, con la bravissima Hilary Swank. Siccome non sono brava con i riassunti, di seguito la breve sinossi proposta da My Movies:

Erin Gruwell è una giovane insegnante di lettere al suo primo incarico in un liceo. Siamo a Los Angeles nel 1992, poco dopo gli scontri razziali che avevano messo a ferro e fuoco la città. Erin si vede affidare una classe composta da latinoamericani, cambogiani, afroamericani e un unico bianco. Provengono tutti da realtà sociali in cui il degrado e la violenza costituiscono parte integrante della vita quotidiana. Le istituzioni li vedono come un peso morto da "parcheggiare" in attesa che tornino nella strada. "La Gruwell" (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) non si arrende né di fronte all'istituzione né di fronte agli allievi che inizialmente la respingono convinti che sia l'ennesima insegnante disinteressata al loro vissuto. Riuscirà a convincerli ad uscire dalla gabbia delle gang e a guardarsi dentro scrivendo dei diari che diverranno un libro.

La trama è ispirata a una storia vera: la raccolta di brani tratti dai diari dei ragazzi è stata pubblicata nel 1999. Successivamente, Erin Gruwell e i suoi studenti hanno fondato un’associazione finalizzata a ricreare la stessa esperienza in altre scuole del paese.
Penso sia un vero peccato che questo film non sia mai arrivato nelle sale cinematografiche italiane ma sia stato distribuito solo in DVD e online. Oltre a commuovere ed emozionare, contiene molti messaggi positivi e mette in evidenza il potere terapeutico della scrittura di getto.

lunedì 13 luglio 2015

Calendario editoriale estivo.



La pausa è il miglior rifugio dalle idee confuse.

(Rachid Ouala)

Carissimi lettori,
come ho accennato qui, ho deciso di concedere a voi e a me una piccola pausa.  Mi sono infatti accorta che in questo periodo, anche se le visualizzazioni sono stabili, il numero dei commenti è diminuito.
Credo che questa situazione sia fisiologica rispetto al periodo dell’anno in cui ci troviamo: molti lettori fissi sono in vacanza e altri preferiscono uscire a cercare un po’ di fresco che non trascorrere le giornate davanti a uno schermo. Pertanto, modificando il calendario editoriale, voi avrete più tempo per leggere e commentare il post e io per dedicarmi al romanzo: trascorro più tempo a parlarne qui che non a scriverlo!
Salvo imprevisti o repentini cambi di rotta, ho deciso che l ’ aggiornamento del giovedì rimarrà fisso, mentre quello del lunedì dipenderà dalla creatività del momento e da esigenze contingenti. Potrei pubblicare eventuali guest-post, o articoletti leggeri, o lasciare la pagina bianca… staremo a vedere!

giovedì 9 luglio 2015

Obiettivi dei personaggi e conflitti: alcune riflessioni.



Volere è poco: bisogna desiderare ardentemente per raggiungere lo scopo.
(Ovidio)

L’estate sta diventando rovente come non capitava ormai da anni e io mi sento fagocitata da questa calura, incapace di gestire la mia stanchezza. Manca ancora un mese alle ferie: spero di non arrivarci strisciando come è successo l’anno scorso. Nel frattempo, coltivo il mio bisogno di leggerezza e la volontà muovermi al di fuori dalle routine abituali, comprese quelle piacevoli come il blog.
Ebbene sì, lo ammetto: ho bisogno di una pausa!
Sicuramente per buona parte del mese di agosto gli aggiornamenti saranno sospesi, ma sto valutando l’idea di staccare un po’ la spina anche a luglio, aggiornando solo al giovedì fino ai primi di settembre, oppure abolendo momentaneamente gli appuntamenti fissi o scrivendo post più brevi e frivoli.  
Voi cosa ne pensate?
Ci rifletterò e vi farò sapere qualcosa al riguardo, ma ora veniamo al dunque: ho deciso di condividere con voi alcune riflessioni sugli obiettivi dei personaggi scaturite durante la progettazione del mio primo romanzo. Ci tengo a precisare che quanto vi dirò non è stato tratto da un manuale o da altri blog, è frutto solo della mia logica e del mio presunto buon senso. Mi auguro che queste considerazioni possano essere utili a voi lettori e generare un bel confronto, ma se pensate che dica delle castronerie fatemelo presente. Il dibattito può insegnare tanto quanto l’esercizio.

lunedì 6 luglio 2015

Guest-post (8) - Scrittura e imprenditoria: mondi paralleli


Fai il lavoro che ami e non lavorerai nemmeno un giorno della vita.
(Confucio)

Circa una settimana fa, Mattia Loroni alias Mattia L., commentatore abituale del blog, mi ha proposto un articolo che ho trovato molto interessante, perché coerente con il mio atteggiamento nei confronti della vita. Ormai un po’ mi conoscete: sapete quanto siano importanti per me la conoscenza di se stessi e la capacità di scovare aspetti positivi anche nelle routine più noiose.
Molti aspiranti scrittori hanno un rapporto ambiguo con il proprio lavoro ufficiale: da un lato, ne hanno bisogno per vivere; dall’altro, lo considerano un ostacolo alla propria realizzazione creativa, perché mangia tempo ed energie. Eppure ciascuno di noi può riuscire a trarre insegnamenti utili, da applicare anche in ambito letterario.
Invito quindi i lettori di Appunti a Margine a riflettere sulla propria esperienza professionale e a evidenziare i benefici che la scrittura ha ricevuto da essa, sia per quel che riguarda la mentalità, sia per quel che riguarda l’applicazione pratica di concetti trasversali a diverse attività.
Se qualcuno vuole fare un meme o scrivere un guest-post al riguardo, è il benvenuto nel club. Altrimenti, la finestrella dei commenti aspetta solo voi!

giovedì 2 luglio 2015

Un anno di scrittura - la mia evoluzione.


Il momento del cambiamento è l'unica poesia.
(Adrienne Rich)
 
Il primo tentativo di scrittura, dopo cinque anni di silenzio, è stato fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Si trattava di una storia scritta di getto, senza progettazione né studio, alla quale attribuisco l’unico merito di avermi sbloccato le corde vocali. Arrivata a pagina 50, già non mi piaceva più. Ho quindi tirato un profondo respiro e le ho detto addio. Ho portato con me un paio di personaggi interessanti e ho approfondito la loro conoscenza tramite schede più dettagliate. Poi, mi sono messa all’opera su una nuova trama, ho nutrito la mia idea e l’ho sviluppata in modo più preciso sebbene non fosse - come mi sono resa conto man mano che scrivevo - ancora definitiva. Questo esattamente un anno fa.
Lo scorso inverno, siccome non ero soddisfatta della prima sezione, scaletta generale alla mano mi sono messa a saltare di palo in frasca occupandomi di scene e capitoli molto più avanti nell’economia della storia, come se fossero racconti a parte. So che si tratta di un modus operandi un po’ rocambolesco, ma questo lavoro: mi è servito da palestra stilistica e mi ha aiutato a creare un contatto profondo con i miei personaggi, che ora gestisco con maggiore padronanza. Ma soprattutto, nonostante gli inevitabili tagli che dovrò fare in revisione, ho prodotto molto materiale che in futuro potrà essere inserito nel romanzo.
Un paio di mesi fa mi sono sentita pronta per ricominciare a seguire l’ordine dei capitoli. Anzi: era assolutamente necessario perché iniziavo a non capirci più niente. Quindi, ho partorito il famigerato file excel, ho assoldato una “cavia” e mi sono messa all’opera su due fronti. Da un lato, sto riscrivendo completamente alcune parti ormai obsolete, mentre dall’altro sto integrando nella narrazione il lavoro già fatto, in particolare le pagine scritte durante l’estate del 2014.
I cambiamenti che ho notato mi hanno un po’ imbarazzata: certe scene erano così brutte che vorrei non averle mai scritte! Però, dentro di me, è germogliata la rincuorante consapevolezza di non avere perso tempo: ogni parola che ho scritto mi è servita per crescere. Ho compiuto una bella evoluzione e ora mi sento molto più forte e consapevole; sono sicura che migliorerò ancora.