Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Senza fretta e senza sosta: lo scrittore ed il lungo cammino verso la meta

Immagine
Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.
Lao Tzu
Avevo intenzione di scrivere questo articolo un paio di settimane fa. Poi la pubblicazione del brano “I sette pilastri dello scrittore di successo” sulla pagina di Lisa Agosti mi ha fatto decidere di posticipare perché penso sia giusto garantire una sorta di turn-over degli argomenti fra i blog di contenuti simili. Qualche mese fa, su www.efficacemente.it, mi sono imbattuta nel post “Consigli pratici per conquistare il mondo”. Dal momento che sono una megalomane patentata, non mi sono limitata a leggerlo: l’ho stampato e pinzato nella mia agenda. Nei momenti di crisi, tendo a rispolverarlo affinché mi accompagni verso la conclusione del mio primo romanzo. La strada sarà ancora molto lunga, dunque devo accumulare risorse da mettere nello zaino, per potermene servire durante il tragitto. I consigli proposti da Andrea Giuliodori sono utili per qualunque obiettivo, ma io ho voluto personalizzarli ed adattarli all’ambit…

All'apericena con i leggings: le nuove parole della lingua italiana.

Immagine
Badate al senso, e le parole andranno a posto per conto proprio. (Lewis Carrol)
Secondo il vocabolario di google, per neologismo si intende un “termine o costrutto di recente introduzione nella lingua, motivato da nuove esigenze tecniche o di costume.”
Oggi mi sono divertita molto a sfogliare il database sul sito dell’Accademia della Crusca, aggiornato costantemente anche grazie alle segnalazioni dei lettori. Sono molte le parole entrate a far parte a tutti gli effetti del nostro modo di esprimerci verbalmente e, a volte, anche per iscritto. Le buttiamo sulla pagina quasi inconsciamente e poi, in sede di revisione, ci troviamo a domandarci se sia opportuno mantenerle oppure modificarle con espressioni più politically correct. Sono sincera, a volte mi arrovello parecchio.

Scegliere il nome dei personaggi: parametri oggettivi e fissazioni individuali

Immagine
Nomen omen. (Il nome è destino) - Detto Latino -

Quando si scrive un romanzo, non si può mai stare tranquilli al 100%. Credevo di aver preso decisioni ferme ed irrevocabili e poi, mesi dopo l’inizio della stesura, sono sorti alcuni dubbi. In particolare, sto mettendo in discussione alcuni nomi scelti per i miei personaggi. Da qui, l’idea di dedicare un post all’argomento.
Prima di dare qualche consiglio di carattere pratico, vorrei evidenziare le problematiche che ho riscontrato. Può darsi che si tratti delle mie solite paranoie (anzi paUranoie), oppure qualche limite esista davvero. Magari i vostri commenti mi daranno qualche spunto utile.

L'autore e la "percezione dello schifo incombente" - da dove nasce il rifiuto per alcuni vecchi scritti

Immagine
Le parole non sono troppo vecchie,
lo sono soltanto gli uomini che usano le stesse parole troppo spesso.

Elias Canetti
La settimana scorsa sono stati pubblicati due post, da MariaTeresa Sterie Daniele Imperi, aventi per oggetto il rapporto con i propri testi passati. A livello generale, emergeva una sensazione mista di vergogna e rifiuto. “Allora non sono sola nell’universo”, mi sono detta. Ci sono brani che vorrei destinare ad una bella pira fumosa. Se penso che qualcuno li ha letti (e addirittura apprezzati) mi scaverei una fossa profondissima. Eviterei anche di farmi vedere in giro.
Capita molto spesso e praticamente a chiunque di non ritrovarsi più nelle vecchie storie di un tempo. Si può parlare di tendenza generale? Forse sì. Siamo stati tutti contaminati dal bisogno viscerale di rimettere le mani su vecchi romanzi o racconti rivoltandoli come calzini per far quietare la “percezione dello schifo incombente” (cit. Aislinn, o meglio la sua amica Marina di Space of Entropy),oppure di …

Guest-post su Appunti a Margine: inviti ufficiali

Immagine
Mi casa es tu casa!
Giovedì scorso le mie idee hanno subito un black-out. Oggi, che ne avevo ben quattro in cantiere, avevo ed ho tutt'ora pochissimo tempo. Quindi, le ho volute mettere nel congelatore per completare la pagina dedicata al guest-post che avevo in bozza fin dalla mia vita precente. Non volevo più rimandare. Dunque dovrete aspettare altri tre giorni per le mie farneticazioni letterarie.
Intanto, superato il fiocco rosa sulla mia porticina, vi invito a vedere la neonata paginetta. Ci potete accedere tramite la banda in alto o, per comodità, clickando qui. 
Nonostante i soliti problemi di interlinea che prima o poi risolverò, potete già propormi le vostre idee.

Ciò a cui resisti persiste: qualche suggerimento per affrontare i blocchi creativi

Immagine
La poesia va e viene.
- Goffredo Parise -
Ebbene sì: è successo. Oggi per la prima volta sono rimasta a corto di idee per il post. Sono le ore 19:32 ed è da circa tre giorni che rimugino su cosa scrivere. Ho in mente diversi articoli, ma uno tratta di un argomento affrontato di recente, un altro manca di adeguata documentazione ed il terzo affronta un tema su cui devo riflettere, perché strettamente legato ai miei interessi spirituali, e quindi a rischio di fraintendimento da parte dei lettori. Ci sono anche altri piccoli spunti, ma non mi turbano. Non mi scuotono. Non mi pungolano. Sono banali, frigidi, impersonali. Sono idee che devono ancora essere nutrite, sopravvivere al naturale processo di decantazione oppure morire fra atroci sofferenze. Così, dopo aver passato ore interminabili a domandarmi “oggi cosa scrivo?” ho deciso di parlare proprio di questo: dell’assenza di idee o, più in generale, dei momenti di blocco creativo di cui tutti noi ogni tanto siamo vittime.

Nella mente dello scrittore: le mie paUranoie.

Immagine
La paura può farti prigioniero. La speranza può renderti libero.
Le ali della libertà, 1994

La decisione di ricominciare a scrivere dopo un lustro di silenzi, risale a circa un anno fa. Non è stata concretizzata immediatamente. È passato del tempo, prima che quella scintilla iniziale scaturisse nell’azione.
Cosa è cambiato, in questi dodici mesi?
All’apparenza, nulla. Nella sostanza, tutto.
In fondo, ogni mutamento comincia al livello dell’anima, prima di generare un risultato tangibile. E, nel mondo sotterraneo del mio quasi-conscio, percepisco un ribollio costante. Credo che ci sia una miscela simile a quella dello scienziato pazzo: inserisci l’ingrediente x e salta tutto per aria.
Un amico scrittore, tempo fa, mi disse che la scrittura è un’attività fine a sé stessa. Non ci porta nulla, se non un piacere momentaneo. Io non la penso così. Questo principio può essere valido se la si considera un hobby, alla strenua del giardinaggio o dello shopping. Quando si decide di viverla seriamen…

Ambientazioni temporali: l'incursione dell'attualità.

Immagine
La verità è uno stile di vita. Maria Bertuzzo.
L'idea per questo post è nata dalla conversazione con una mia preziosissima beta-reader, che ha molto gradito il ruolo del contesto socio-storico-culturale all'interno del mio romanzo e la decisione di chiamare in causa eventi che, seppur relativamente recenti, sono ormai ben radicati nell'immaginario collettivo.
Da quando ho deciso di eliminare un inutile labirinto di subplot completamente inutili scegliendo un filone narrativo portante, l'intersezione fra le vite dei personaggi ed il loro ambiente ha acquisito ancor più visibilità. L'intera trama ha acquisito maggior ritmo e le azioni dei protagonisti, così come le loro personalità, hanno guadagnato in forza e credibilità rispetto alla versione che aveva visionato mesi fa.
Raccontare il passato recente, tuttavia, non è semplice. L'era contemporanea è priva dell'atmosfera oscura ed incerta che regnava nel decadentismo, o del vitale fermento tradizionalmente associ…

Maledetta primavera. La cultura... con la "Q" maiuscola.

Immagine
Bisognerebbe leggere tutto.  Più della metà della cultura moderna  dipende da ciò che non si dovrebbe leggere. (Oscar Wilde)

La riflessione di oggi scaturisce dalla lettura di un romanzo su cui ho opinioni alquanto ambigue. Non intendo scrivere una recensione perché non l’ho ancora concluso. Però, avendo ormai oltrepassato la metà, penso di avere le idee abbastanza chiare.
Ho acquistato “Maledetta primavera”, dell’esordiente Paolo Cammilli, perché incuriosita dalle recensioni discordanti trovate online. Il pubblico dei lettori è scisso in due tronconi distinti:
- quelli che lo considerano un capolavoro e lo paragonano ad Ammaniti, autore che fra l’altro adoro
- quelli che lo affossavano senza alcuna pietà accusandolo di mostrare l’ Italia peggiore.